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Il neuromarketing può essere d'aiuto nelle nostre strategie pubblicitarie?

Forse hai già sentito la parola Neuromarketing, In caso contrario, non preoccupatevi, qui vi spiegheremo di cosa si tratta, quali sono le sue caratteristiche principali e i vantaggi della sua applicazione nelle vendite, grazie all'aumento dei clienti, che in definitiva è uno degli obiettivi principali di tutte le aziende.

Nel mondo del marketing esiste un pilastro comune: aumentare il numero di clienti che generano vendite, lasciando a professionisti e apprendisti il compito di trovare metodi e strumenti che rendano possibile questa impresa titanica.

Cos'è il neuromarketing?

Ecco come si sviluppa la relazione tra i Neuroscienze e alcune tecniche di marketing che, nel loro insieme, applicano la conoscenza relativa all'esposizione degli utenti a marchi, loghi, colori, sapori e aspetti caratteristici di questi in relazione ai processi cerebrali che generano in essi, nello specifico l'effetto e l'impatto generato sui sensi del corpo umano.

Come funziona il neuromarketing?

Le aziende che possiedono i marchi più famosi e di maggior successo commerciale hanno compreso che non basta offrire un prodotto o un servizio di qualità; hanno a disposizione anche strumenti come il neuromarketing, che fornisce una guida scientifica per prendere decisioni più accurate, entrando in contatto con le emozioni e le motivazioni personali dei consumatori. Questo permette loro, ad esempio, di valutare il potenziale impatto di un prodotto prima del suo lancio, di creare una strategia di prezzo, di scegliere il gusto più accattivante o il colore più attraente.

È importante sottolineare la peculiarità umana che fa sì che, sebbene i nostri sensi percepiscano un elemento attraente, la nostra mente alla fine decida il contrario. È interessante notare come l'inconscio sia un alleato fondamentale dei brand nel dominare i nostri comportamenti e le nostre decisioni; si stima infatti che circa il 95% degli acquisti abbia origine nell'inconscio del consumatore e richieda in media poco più di 2 secondi per essere generato.

Neuromarketing

Abbiamo già visto l'utilità del neuromarketing, ma quali sono i suoi elementi?

Gli studi di neuromarketing hanno finora raggiunto importanti traguardi; ecco alcuni dei più rilevanti ed efficaci per ogni tipo di esigenza:

  • Indirizzare lo sguardo verso punti di interesse ed evitare l'uso di immagini con uno sguardo fisso sull'utente.
  • L'uso dei colori e la loro utilità nell'influenzare lo "stato d'animo" del consumatore – ovvero nel suscitare emozioni stimolanti, calmanti o eccitanti – sono tali che il rosso, ad esempio, può attirare l'attenzione ed è associato a potere, passione e amore, ma anche al pericolo, e tende a evocare certi aromi facilmente memorizzabili più prontamente rispetto ad altri colori che provocano sensazioni diverse.
  • Uso dei colori E la sua utilità nell'influenzare l'umore del consumatore, ovvero nel suscitare emozioni stimolanti, calmanti e destabilizzanti; così, il rosso, ad esempio, può attirare l'attenzione ed è associato al potere, alla passione e all'amore, ma anche al pericolo, e tende a richiamare alla mente certi aromi facilmente memorizzabili più di altri colori che provocano sensazioni diverse.
  • Velocità e effetto velocità: un esempio di successo ben noto è PayPal, che ha scoperto il vantaggio di attrarre clienti promettendo un servizio di qualità differenziato da maggiore agilità ed efficienza, attivando nei consumatori quella sensazione di velocità e compensandola con tempi di attesa più brevi.
  • La sceneggiatura: avere una storia e far sì che il consumatore si identifichi con essa è uno dei risultati più importanti del neuromarketing attraverso la tecnica di Raccontare storie, Niente di meglio che avere un contesto e un intero sviluppo creativo basato sul marchio.
  • Prezzi composti o arrotondati?: Di solito conosciamo prezzi come: 3,99, poiché funzionano meglio di un prezzo come 4, perché la logica del cervello vedrà il numero più piccolo senza sempre tenere conto della piccola distanza dal prezzo più alto.
  • Titoli che stimolano l'ippocampo: si tratta essenzialmente di una tecnica di neuromarketing che misura il consumatore analizzando l'attività cerebrale quando l'ippocampo è attivato e la nostra attenzione è catturata, grazie all'utilizzo di titoli accattivanti e di grande impatto visivo.
  • Evitate di usare le parole PAGA O ACQUISTA: è di tendenza utilizzare parole diverse, ma correlate, per indurre il consumatore a completare la transazione, come ad esempio "aggiungi al carrello" o "portami a casa", riducendo così l'ansia del consumatore nei confronti della parola "paga".

Ora che conosciamo questo strumento, cosa ne pensate? Credete che possa esservi d'aiuto nella vostra strategia pubblicitaria? Noi pensiamo di sì, e anche molto.

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